04 dic 2013

Mille Miglia 1956

Curiosando tra le vecchie foto di mio padre Mario Milanesi trovo questa... nemmeno il tempo di scendere di macchina per il controllo a timbro di Roma... 




Numeri


Un miliardo di stelle appiccicate con cura in vari angoli dell'universo otto papere che se ne vanno placide incuranti di molte centinaia di nuvole che arrivano da lontano proprio sopra dodici colline così dolci che potresti piangere una lacrima per ognuna di esse ventiquattro statue di illustri antenati indicano la via dell'immortalità un dedalo di strade conta almeno un migliaio di suoni diversi milioni di soffi di un vento leggero disegnano sul mare migliaia e migliaia di onde argentee e una sola tu

Porte finestre muri Jazz

















08 nov 2013

Quello che penso di un bel disco!

Raffaello “Lello” Pareti/The Roar at The Door

Anno /Etichetta: 2011/Arte Suono


Raffaello Pareti, contrabbasso
Francesco Bearzatti, sax tenore
Mauro Ottolini, trombone
Walter Paoli, batteria


Ti avvicini a questo lavoro di Lello Pareti e scopri all’improvviso un mondo fatto di energia, colori sgargianti buttati direttamente sulla tela delle emozioni, suoni perfetti anche quando l’improvvisazione dilaga in sentieri dalla sconosciuta destinazione. Gli esperimenti sonori del duo Bearzatti (Top Jazz 2011) Ottolini (Top Jazz 2012) spaziano dall’ironico, al lirico con impressionante facilità e ricchezza di idee.

La ritmica segue, rafforza, sottolinea con precisione i balzi ora divertenti ora più meditati dei due solisti. Che si tratti dei sorprendenti percorsi sonori pieni di energia di Francesco Bearzatti o degli squarci che parlano dell’ amore sfegatato per il jazz tradizionale, unito all’ironia e al gusto dell’ irriverente sberleffo di Mauro Ottolini, i due, impegnati a raccontare le loro storie, trovano, puntuale, il ritmo incalzante e preciso di Walter Paoli e il solido supporto del contrabbasso di Lello Pareti, che è anche il colpevole di tutto ciò, essendo l’autore di tutti i brani che compongono il mosaico di questo bellissimo disco.

Imbattersi in tanta energia e varietà di suggestioni porta a pensare che la situazione ideale per apprezzare questi suoni sia l’ascolto dal vivo, il concerto insomma. Ma anche il lavoro in studio restituisce in maniera efficace il tumulto di suoni ed emozioni che pervade ognuno dei nove brani.

Pensiero finale … è possibile ascoltare questo disco in concomitanza con stati gioiosi dell’anima oppure in attesa che questi ultimi si manifestino. Un modo intelligente e per niente superficiale per sorridersi, per entrare in sintonia con ciò che ci sta intorno.


23 set 2013

Settembre

Qui si annida la calma in luoghi fatti di scaglie di profumo di pino marittimo e salmastro dove il mare si riprende i suoi argentei riflessi e antichi discorsi viaggiano liberi tra i rami fitti al calar del sole


Ci sono!!....ecco la mia ultima recensione apparsa sul sito web di Radiogas.it

Stefano Bagnoli We Kids Trio/Un altro viaggio

Genere: Jazz

Provenienza: Italia

Anno /Etichetta: 2012/Ultra Sound Records

Voto ****

Stefano Bagnoli, batteria/ Francesco Patti, sax alto/ Giuseppe Cucchiara, contrabbasso


Considerato uno dei migliori batteristi del momento, stupefacente produttore di ritmo e di serrato dialogo del quartetto di Paolo Fresu, Stefano Bagnoli si concede oggi un viaggio alla scoperta di nuovi talenti. Li trova in Sicilia, terra dove Stefano suona spesso essendo coinvolto in vari progetti creativi, tra cui l'insegnamento, difficile arte di trasferire agli altri il proprio sentire, le proprie conoscenze. In questo flusso di idee, di suoni, di ritmi, due giovanissimi musicisti riescono a tessere trame intelligenti in una formazione poco usuale, mancando infatti del supporto del pianoforte.

Poco importa. Il preciso e inappuntabile supporto di Stefano è provocazione continua alle escursioni di Francesco Patti, già dotato di fraseggio compiuto e di un bel timbro. Al contrabbassista Giuseppe Cucchiara il difficile compito di fornire le indicazioni ritmiche, di sottolinearle senza mai eccedere. Di rendersi partecipe al racconto del solista. Un disco che contiene due brani originali di Stefano Bagnoli (Gothic Prelude e We kids) accanto ad una serie di standard, che, ad un primo approccio, potrebbero far pensare al solito, ennesimo, disco di canzoni più io meno conosciute e più o meno “scolasticamente” interpretate. E invece le ben riconoscibili melodie scorrono con fine equilibrio e delicatezza, come nella bella ma non molto utilizzata Nancy di Jimmy Van Heusen.

Se ora sono ragazzi, poi cresceranno e il loro bagaglio di esperienza, di studio e spirito di osservazione non potrà che affinare stile e idee. Stefano intanto prosegue il suo racconto fatto di alto senso dello swing, raffinata ironia, esplorazione attenta dell'universo del ritmo e di tutto ciò che lo possa generare. Il tutto con una attitudine da pianista, come egli stesso ha affermato in una breve intervista fatta proprio per Radiogas. Meditate!

Marco Milanesi